Dal Codice Rocco al Codice Rosso, la Fidapa di Sant’Andrea celebra l’installazione della panchina rossa

Annunciata dalla melodia del coro diretto da Don Donato Cassese, la presentazione della panchina rossa nel piazzale all’ingresso del paese a Sant’Andrea di Conza ha lasciato il segno. Ancora una volta la sezione locale della Fidapa ha promosso e organizzato un evento di spessore, con la presentazione di un’opera d’arte consegnata alla comunità e con l’apertura di un dibattito teso alla sensibilizzazione su un argomento di grande attualità: la violenza sulle donne. “In piedi, signori, davanti a una donna” è il titolo dell’evento promosso dall’associazione che ha radunato cittadini e e supporter provenienti da tutta la provincia nel giardino della chiesa di Sant’Antonio. Il consueto rituale Fidapa proposto per la presentazione dell’opera d’arte prima e, per l’apertura del dibattito poi, ha affascinato decine di persone. Con la presentazione della presidente della sezione Teresa Andreone, che ha introdotto la designer della panchina rossa, l’architetto Maria Rosaria Corona e il sindaco Pompeo D’Angola che ha presenziato per gli indirizzi di saluto. Svelata l’opera artistica realizzat dalle sapienti mani del fabbro Andrea Iannuzzelli, l’evento è proseguito nel piazzale della chiesa. Apprezzamento particolare è stato riservato alla socia Young Mariangela Vallario che ha curato la parte grafica dell’evento.

Dall’avvocatessa e scrittrice Emanuela Sica alla presidente dell’osservatorio regionale sul fenomeno della violenza sulle donne Rosaria Bruno e, la referente del Comando provinciale dei carabinieri di Avellino per i reati di violenza di genere maresciallo capo Francesca Bocchino, le tematiche affrontate hanno acceso i riflettori su quanta strada è stata fatta dal 1981 ad oggi, e quanta strada bisogna ancora fare. Intanto il dibattito ha stabilito che la guerra che è stata innescata contro le donne deve essere combattuta da tutta la società, senza distinzione di genere, età e censo. “E’ arrivato il momento di evitare la stigmatizzazione degli uomini come autori della violenza: non tutti gli uomini sono violenti e la battaglia oggi chiama in causa soprattutto loro” ha spiegato Rosaria Bruno al termine della presentazione di un video realizzato da una scuola che ha vinto il primo premio nazionale. “Basta mostrare i segni della violenza e delle donne picchiate. Attraverso queste immagini si rischia di pubblicizzare di più la violenza, che invece va censurata sia con le parole sia con i comportamenti. Ma con la determinazione e una educazione e formazione che vadano nella giusta direzione”.

L’evento è stato realizzato con il patrocinio morale dell’Osservatorio regionale sul fenomeno della violenza sulle donne, del Consorzio dei servizi sociali Alta irpinia, della Fidapa distretto Sud Ovest , della Pro Loco terre di Sant’Andrea e della Provincia di Avellino. L’associazione santandreana rappresentata da Teresa Andreone ha promosso il dibattito nell’ambito del tema nazionale del biennio 2019- 2021, per accendere nuovamente i riflettori sulle politiche di sostenibilità e di protezione sociale per favorire una crescita economica inclusiva per l’uguaglianza di genere. Esattamente nel 2019 questa sezione ha presentato nell’ambito dello stesso tema “la carta dei diritti delle bambine” alla presenza delle scuole e di due dirigenti scolastici, Petrosino e Vespucci che avevano assunto l’impegno di far adottare la carta delle rispettive scuole.

Questa volta invece a fare da apripista al dibattito odierno, c’è stata l’Inaugurazione della panchina rossa, “denuncia di violenza e simbolo di libertà”. Esattamente come da rituale, la presidente di sezione è intervenuta per gli indirizzi di saluto, mentre ad introdurre il tema sono state Enza Sciascia, vice presidente della sezione santandreana e Patrizia Pelle vice presidente del Distretto sud ovest.

A seguire sono intervenute l’avvocatessa scrittrice Emanuela Sica, responsabile area antiviolenza di genere corpo internazionale di Soccorso costantiniano e autrice dell’antologia “Rosso”; Michela Iuliano responsabile del Centro antiviolenza Di Donna consorzio dei servizi sociali Alta Irpinia attraverso un videomessaggio; la presidente Bruno e Francesca Bocchino maresciallo capo comando provinciale dei carabinieri di Avellino. L’evento si è concluso con la presentazione del video vincitore del 1° premio del concorso nazionale “donne e resilienza” incassato dalla sezione altirpina.

“I problemi di natura sociale sembrano aver avuto il sopravvento e quando parliamo di violenza sulle donne parliamo di un retaggio culturale” ha argomentato il maresciallo Bocchino. “Questo è un problema di sempre ma non è un problema delle donne, è di tutti. Tutte le donne vittime di violenza sono mogli, madri, sorelle, amiche, cugine. Questo per dire che la responsabilità è di tutti. Bisogna cominciare a sfatare il mito del problema di colui che aiuta la donna in difficoltà”. Ha proposto una chiave di lettura storica del fenomeno della violenza di genere l’avvocatessa Emanuela Sica, da poco in libreria con l’antologia “Rosso” edita da Delta 3, dove ha coordinato decine e decine di interventi di donne che hanno contribuito al dibattito con un testo autografo. Tutto nella più ampia cornice del tema del biennio proposto da Fidapa.

L’uguaglianza di genere infatti è l’obiettivo politico e culturale non solo dell’Europa e previsto dal Next genetarion Eu, ma è anche l’ambizione sancita dal Generation Equality Forum che si è chiuso poco fa a Parigi, ed ha convocato l’Entità delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne. Si tratta dell’ente delle Nazioni Unite per la giustizia di genere e la partecipazione pubblica e politica delle donne. Il forum, avviato in Messico a marzo ha lanciato una serie di proposte concrete, ambiziose e trasformative che permettano di voltare pagina rispetto al contraccolpo che hanno subito i diritti e le libertà delle donne negli ultimi anni. La Turchia è il primo Paese a uscire ufficialmente dalla Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale, siglato da 46 Stati, che ha lo scopo di prevenire la violenza sulle donne.

Infatti, se le misure anti-Covid hanno esacerbato la forbice che separa le donne dagli uomini nell’ottenimento della parità sul lavoro fuori, dentro casa hanno anche mostrato la violenza domestica in tutta la sua gravità; i diritti e le libertà delle donne sono sotto attacco almeno dal 2014/2015. E’ opportuno ricordare in questa sede, inoltre, che la pandemia ha prodotto dei dati su cui è opportuno riflettere. I primo dato è la rilevazione Istat sul crollo dell’occupazione femminile derivata dalle chiusure, a causa dei contratti di lavoro precari; e il secondo è che le donne sono state la spina dorsale della resilienza. Basti pensare che le aziende agricole guidate da donne hanno garantito approvvigionamenti e derrate alimentari a tutto il paese.

Di recente la consigliera regionale Loredana Raja ha presentato un disegno di legge regionale per promuovere la parità salariale, così come è venuto fuori dal report redatto dal centro antiviolenza Di Donna allocato presso l’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi Criscuoli-frieri che la pandemia ha prodotto un aumento sensibile degli accessi al centro, duplicando i numeri.

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